MISURA E TRASCRIVI
Proverbio del mese
A-i Santi, ûn pê in to cû a tûtti i öxellanti.
A Ognissanti una pedata nel sedere a tutti gli uccellatori: la loro stagione è finita.

Enrico Mario Lazzarin e
Gianriccardo Scheri
presentano MeteoDiario
alla rassegna >AUTORI e CITTA'<
organizzata dalla Biennale di Poesia di Alessandria
Sabato 21 Novembre ore 17.00
Palazzo Cuttica, Via Parma 1
Alessandria

.
(Genova, 15 novembre 2009, domenica)
433_STRACCI
un fagotto fasciato in un telo grigio
è appeso sulle teste:
dagli strappi nell’involucro volano via
ritagli di gabbiani,
brandelli neri in vortice
un mare vestito di jeans
allunga le gambe sdraiato là in fondo
al giorno fatto di stracci,
di abiti vecchi indossati uno sull’altro,
di maniche infilate a forza,
di baveri alzati con il bottone mancante..
(Genova, 13 novembre 2009, venerdi)
432_TRE GRADINI
delle nuvole a tre gradini
congiungono la collina e la riva:
quello immerso è di marmo venato in azzurro,
nel mezzo, di stabile granito che lampeggia,
il terzo in ardesia è l’ingresso al pavimento uniforme
in una vela gonfia di libeccio, la pioggia ci sale incontro:
ben difesi da doppi vetri,
si riduce la tempesta in ticchettio nel silenzio della stanza
una carica in esaurimento di un moto di rotelle,
il tempo mancante ad una bomba nascosta
o alla completa cottura nel forno,
allo spegnersi delle candele dopo l’offerta:
ad un altare nascosto
volevo rivedere il quadro in penombra
delle anime nostre in purgatorio. .
(Genova, 9 novembre 2009, lunedi)
431_FESTA DEL PICCONE
sono il piccone che ha demolito il muro
e poi non riuscendo a fermarsi
ha scavato un pozzo, una fossa, la trincea
in cui siamo caduti
non più separati ma riuniti nel comune recinto
contro chi è rimasto fuori,
ci prepariamo alla prossima guerrra col resto del mondo
così nel sonno si agita
la pacifica europa,
vecchia maestra di sterminio ai continenti..
(Genova, 8 novembre 2009, domenica)
430_NEL CORTILE
ora che l’ostacolo è stato rimosso,
cammino fino al fondo della strada
e poi ritorno indietro,
senza guardarmi attorno
per non invogliare al contatto ravvicinato,
per non fornire appiglio ai conflitti,
per non respingere con maniere esplicite
ma senza illudere di poter trovare consenso:
un libero percorso in silenzio ad occhi bassi,
nel cortile della prigione..
(Genova, 3 novembre 2009, martedi)
429_LIMPIDO
ancora grondante si rialza il fondale,
reclinato nella notte in pioggia e vento:
i colori lavati risplendono,
una riga netta è tirata tra i due capi
in cui siamo compresi
e sopra si distingue una nave appesa
una punta di coltello incide i contorni,
un tratto deciso di penna
separa l’acqua dal cielo
e perfino le mie ragioni oggi risaltano sullo sfondo
un mattino di soluzioni a portata di mano,
così limpido da poter prendere le case di fronte
e disporle in modo diverso,
in altra storia e panorama..
(Genova, 22 ottobre 2009, giovedi
428_CONFINE
che polvere d’oro sospesa sul confine
tra l’impero d’acqua e la terra che si adegua:
trasferito in una guarnigione
di fronte al deserto,
un piccolo porto raggiunto a fatica da terra,
per una strada troppo ripida e tortuosada risalire
si cammina sul molo elogiando il mare aperto,
costretti dal passato alle spalle..
(Genova, 22 ottobre 2009, giovedi
427_RISVEGLIO
avevamo dei gabbiani appesi al cielo,
ruotanti attorno ad un perno
invisibile da sotto
c’erano delle nuvole nere tirate a coperta
e laggiù il lenzuolo a pieghe grigio perla,
malgrado l’ora, il faro acceso sul comodino
e dei colpi di mobili spostati
nella stanza oltrecollina:
tutto è pronto per pioverci addosso
al risveglio..
(Genova, 22 ottobre 2009, giovedi
426_LA CATENA
sotto la pancia la nuvola ha delle zampe
corte ma robuste,
con cui scalpita verso ponente:
tremano i vetri ai calci del temporale,
ai colpi che sferra mentre il vento lo trascina via
col guinzaglio dietro al nero
come abbaiamo feroci
lungo il percorso che ci consente la catena..
.
lette da Enrico M. Lazzarin e Gianriccardo Scheri
sui treni e nelle stazioni
tra Settimo Torinese, Chivasso e Volpiano
venerdi 23 e sabato 24 ottobre 2009
dalle ore 10.00 alle 17.30“I LUOGHI DELLE PAROLE 2009”
Festival Internazionale di Letteratura
Città di Chivasso e Settimo Torinese.
(Genova, 21 ottobre 2009, mercoledi)
425_GRANDI OPERE
schiena contro schiena due gatti sul bordo del muro:
uno nero verso nord,
quello tigrato in opposta direzione,
come due reggilibri sullo scaffale
ma senza pagine tenute in pedi nel mezzo
in attesa che un lettore riempia il vuoto
e poi si allontani di un passo,
a rimirare il dorso della grande opera in più volumi
che da oggi potrà leggere in versione completa:
la Storia Generale dell’Emigrazione Umana fra i Continenti,
l’Antologia Poetica Universale
dal canto degli sciamani allo scambio di sms,
il Grande Atlante Storico delle Utopie Rimaste Tali
così promette senz’altro di fare
alle due coppie di occhi gialli rivolti verso di lui..
(Genova, 20 ottobre 2009, martedi)
424_LA BANDA
una ferita orizzontale inferta di taglio,
uno spiraglio di fuoco che divampa sotto la porta,
l’imboccatura del forno rovente
dietro lo sportello nero di fumo
oppure solo
un berretto grigio con vistosa visiera rossa
il copricapo di una divisa che indosso al risveglio,
con ricamate nuvole tono su tono
e una banda di oro stinto
che corre lungo i calzoni:
uniforme da suonatore di orchestra militare
in attesa con tamburi e tromboni
che la giornata si metta in marcia,
verso la battaglia di fulmini e tuoni
o una delle noiose parate sotto la pioggia,
per il compleanno del presidente. .
(Genova, 19 ottobre 2009, lunedi)
423_CAMMINO E SCRIVO
non c’è bisogno del poeta in stivali,
appena sceso da cavallo o in marcia per i viali,
ne’ di quello scalzo,
a cercar pubblico per le campagne
e nemmeno in pantofole tra cattedra e poltrona
ci vuole il sandalo d’estate
e la suola di gomma quando piove:
la scarpa giusta per camminare
guardando avanti senza inciampare
scriviamo,
in piedi o seduti, di corsa o uno alla volta
ma sempre con la terra sotto il passo,
usciamo,
con le parole su misura per l’occasione,
parliamo,
pure ad alta voce quando serve
o in sussurro all’orecchio vicino..
(Genova, 18 ottobre 2009, domenica)
422_IL BOSCHETTO
è proprio come una nuvola
il boschetto di alberi spogli
in cima alla collina:
finchè il sole non è alto
l’intreccio dei rami trattiene la foschia
un fantasma impigliato di foglie ormai cadute,
una peluria grigia posata sulle tempie,
un avanzo di fumo
di un giovane incendio..
(Genova, 13 ottobre 2009, martedi)
421_MARINAI DI COLLINA
una lontana finestra opposta
riflette il sole che mi sorge alle spalle:
un lampo indora la stanza,
un segnale ottico scambiato in navigazione
marinaio lassù dell’ultimo piano
ho ricevuto il messaggio e ricambio il saluto,
mentre procediamo affiancati sulla stessa rotta
da opposte colline
verso una limpidissima giornata:
a ritrovarci stasera,
ognuno scrutando nel buio
accanto al lume nella propria cabina
palazzi natanti
di giorno fermamente ormeggiati a terra,
di notte col proprio equipaggio dormiente
dalla corrente dei sogni condotti a innumerevoli porti
su ogni nave qualcuno aggiorna il libro di bordo
e prima di cedere al sonno,
trascrive l’ultima posizione raggiunta:
domani al risveglio misurerà con stupore
la distanza percorsa, l’estrema latitudine,
l’ampiezza dell’oceano traversato dormendo..
(Genova, 13 ottobre 2009, martedi)
420_LA MELAGRANA
che bella coroncina porta in capo la melagrana,
principessa nel piatto
sfoggia una minuscola insegna sulla testa tonda
colorita dal sole di ottobre:
sua altezza dalla scorza rossa,
voglia essere gradita frutta
di questo serenissimo regno di tramontana..
(Genova, 12 ottobre 2009, lunedi)
419_FRUTTO MATURO
un gambo di fumo sale dritto dalla nave
e sostiene una nuvola come grande foglia
in grigio e oro
frutto maturo appeso
mi sento esposto ai becchi voraci
e a disagio in ogni stagione:
della primavera m’infastidisce la fiduciosa esuberanza,
in estate subisco l’ottuso estremo,
dell’autunno diffido per l’età che gli somiglia,
temo l’inverno, inevitabile ostacolo ad ogni residua impresa.
.
(Genova, 11 ottobre 2009, domenica)
418_DISORDINE VERDE
nel giardino del vicino che se n’è andato,
crescono le piante
in un disordine senza regola e controllo:
con abbondanza priva di consumo,
i rami si caricano di frutti
che maturano e cadono per poi marcire
in una natura di scarso profitto,
di frutta non destinata al piatto,
di fiori senza scopo di decoro,
vince la lotta selvaggia di erbacce
contro ben educate specie,
orfane di padrone:
ne godono gli uccelli ospiti accaniti,
i gatti a caccia e in riposo
e la vista sul verde
senza limite di recinzione..
(Genova, 9 ottobre 2009, venerdi)
417_INEVITABILE PENDENZA
innervosito dal crepitio di scariche in cielo,
a causa del temporale tengo la luce spenta:
ne attendo il passaggio in un chiarore giallastro
di nuvole sabbiose,
un cappotto tempestoso di cammello
e pelo grigio intorno al collo,
che tengo con fastidio addosso
come un peso fuori moda
come scorre la pioggia nella cunetta
seguendo l’inevitabile pendenza:
oltre il tombino intasato
si allarga in una pozza sempre più vasta
di anni sommersi..
(Genova, 4 ottobre 2009, domenica)
416_VERSO LA RESA
un nerissimo cielo
rovescia il suo contenuto su navi e case:
ne lustra il ferro e inzuppa l’ardesia
la pioggia trascina un pugno di foglie cadute
all’imbocco dello scarico
e ve le abbandona smarrite,
come una piccola folla di ombrelli
a leggere i titoli di giornale:
l’autunno ha passato il confine
e avanza deciso verso di noi
dopo quest’attacco improvviso,
l’ultima parte dell’estate si rialza grondante
ma più che verde ingiallita
declina:
dietro la tenda di fumo
la stagione che stiamo perdendo si allontana..

Matching Mole - copertina dell'album "Little Red Record" - 1972
(Genova, 2 ottobre 2009, venerdi)
415_COMPLEANNO CINESE
sono una guardia rossa
con il braccio alzato a sventolare il libretto
del Grande Timoniere,
in posa per la foto con la mia brigata
alla partenza per la campagna di rieducazione
sono il militante di base
definito avanguardia della classe operaia
che guarda ammirato la foto dei compagni cinesi
in cerchio attorno al nemico del popolo
con il cartello di condanna al collo:
l’articolo sotto traduce
che si tratta di un vecchio reazionario professore
condotto ad espiare le sue colpe
zappando fra i più poveri contadini
nella più lontana provincia
con quest’esempio anche noi allora scendiamo per strada
al grido scandito del nome dei tre profeti
sono lo stagionato ribelle disincantato,
ora di bancarelle e ipermercati
cliente obbligato del commercio cinese:
cara Cina non più solo vicina,
ma presente in ogni casa con almeno un oggetto,
ti auguro per questo sessantesimo compleanno
non l’armonia prevista dalla propaganda di regime,
ma che il conflitto sia permanente
tra le ragioni e i torti di sempre,
non lo sviluppo ordinato gestito dal potere,
ma la tua prossima rivoluzione..
(Genova, 1 ottobre 2009, giovedi)
414_OGGI IL MARE
come appare oggi il mare:
dell’acqua sporca in un catino di zinco
che dopo aver lavato il soffitto dal fumo
ristagna nel riflesso del coperchio di metallo
con un soffio costante ci risale contro
il sapore di ferro,
il ronzio il battito i lamenti
delle macchine che tengono appeso il fondale
e in funzione le luci di scena sul palco:
riproviamo svogliati la battuta,
incrociamo ancora i passi maldestri,
forziamo un sorriso,
ostentiamo un beffardo inchino
e arretriamo verso il buio di fondo..
(Genova, 28 settembre 2009, lunedi)
413_SPORTELLO
un frusciare di foglie o vestaglia
un soffio tra le fessure o sospiro
un tonfo di porte o di corpi
un cigolio di cancello o maglia di rete
ecco al mattino spiegati dal vento
i rumori notturni:
dallo scivolare sulle spalle
dal piegarsi e risorgere
dal ruotare sui cardini
dal chinarsi a cogliere
e rialzare lo sguardo al panorama,
nel flusso del tempo
alla spinta dei sensi
sportello d’ingresso e uscita..
.
METEODIARIO
cinque
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
hanno presentato i loro blogs
in occasione della quinta edizione della Festa dei lettori
organizzata a livello nazionale
dall’Associazione Presìdi del Libroe
coordinata a livello regionale dall’Associazione Gruppo Abele
Libreria La Torre di Abele e sostenuta dalla Regione Piemonte.
sabato 26 settembre 2009 - ore 10.30
alla Biblioteca Civica Multimediale Cesare Gasti
di Settimo Torinese

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(Genova, 26 settembre 2009, sabato)
412_DAL TRENO
che belle ochette nel fiume torbido e denso,
che bei pioppi al muro marcio del cimitero,
che bel binario in disuso ci scorre accanto corroso,
che bel mucchio di macerie, fusti e carcasse
ai bordi del campo,
che capannone dismesso e tettoia riparo di niente,
che scarpata di rovi e orti con reti da letto:
troviamo la città di partenza in quella di arrivo,
viaggiatori ad anello nella stanza dei giochi..
(Genova, 26 settembre 2009, sabato)
411_ALBA
a quest’ora sulla terra
la luce dei lampioni si confonde
con l’alba sorgente,
il gelo dei neon sbiadisce nel tiepido rosa:
la lampada accesa tutta la notte,
patetico faro sul comodino,
troppo debole per la vastità da esplorare,
adesso lume inutile nello splendore..
(Genova, 25 settembre 2009, venerdi)
410_REPLICA DI FINE STAGIONE
il sole alle spalle dei palazzi
ne proietta l’ombra su quelli di fronte,
sulle facciate in piena luce è appeso
un festone di bandiere scure,
una fila di teste spigolose,
di spettatori con sagome di strani cappelli,
alla replica di uno dei maggiori successi:
mattino ventoso di fine stagione
attori ben conosciuti
ripetono senza segni di stanchezza
la stessa commedia riscritta con poche varianti
ad ogni inclinazione dell’asse terrestre
per noi in platea e galleria,
sulla poltrona nel palchetto
o in piedi in fondo alla sala,
non è previsto il rimborso del biglietto..
(Genova, 18 settembre 2009, venerdi)
409_MULI E NUVOLE
una nuvola bianca con una mantellina grigia sulla schiena
scorre dietro il bordo della collina,
troppo ingombrante per non spuntare dai muri
della strada in salita:
passavano di qui i muli carichi di sale
in viaggio tra il porto e la pianura
oggi lo stesso percorso compiono in volo
questi cumuli di merce avvolta in un telone sporco
che col vento a favore
salgono al passo e lo scendono,
senza rumore di zoccoli, ragli e bestemmie
un silenzioso traffico sorvola
il nostro groviglio di viadotti e gallerie:
senza sostare a caselli e confini
si diffonde tra le nazioni un libero commercio
di acqua in forme diverse..
(Genova, 17 settembre 2009, giovedi)
408_CIVILTA’ DEL VAPORE
un soffitto annerito sostenuto da colonne
e resti di muri imbiancati,
un pavimento di acqua viola ingombro
di oggetti naviganti:
queste le rovine nel panorama
che troviamo al mattino
poi tra la cenere appare un decoro azzurro e rosa
e per il resto del giorno
procediamo sotto altissime volte
non è affatto perduta
questa città di nuvole che affiora e scompare:
ogni giorno scopriamo con stupore
i tesori di una civiltà del vapore che si condensa ed espande,
anteriore ad ogni memoria
e che dopo di noi lasciamo a progredire..
(Genova, 16 settembre 2009, mercoledi)
407_CIELO NERO
un animale panciuto e scuro
da lontano ci brontola contro:
per schivare le sue zampe
mi ritraggo dalla finestra in tempo
e quello sbuffando calpesta tetti e balconi
esposti al volere di un cielo nero,
corriamo per le strade in cerca di riparo
e quello c’insegue e tuona fin dentro le case,
in un giorno lungo una stagione,
un autunno prolungato di acquazzoni e schiarite..
(Genova, 15 settembre 2009, martedi)
406_PRIMA PAGINA
che nuvole d’inchiostro
fanno titolo in prima pagina:
pioggia in ritardo per salvare il bosco bruciato
attesa troppo lunga per il verde già brunito,
inutile soccorso alle foglie scolorite
fruscianti sul bordo della strada,
foto sbiadita di una estate appena ieri brillante
occasione rimandata e perduta:
notizia scontata
sull’edizione mattutina ma con arcobaleno
inserito a sorpresa..
(Genova, 14 settembre 2009, lunedi)
405_PIOGGIA
mentre cadono le ultime gocce
già si riflette l’azzurro nelle pozze del temporale:
pioggia di settembre, incidente rimediabile
delusione intensa ma già superata,
ricordo evocato che però si ripiega facilmente,
accenno di rimpianto
che scolora in un bicchiere d’acqua
in anticipo richiudo l’ombrello
e cammino tra i catini di cielo in terra..
(Genova, 12 settembre 2009, sabato)
404_BUSTE IN VOLO
un ciuffo bianco sul dorso
ha la nuvola grigia che verso monte galoppa:
in quattro balzi è già sparita oltre confine
dell’urgenza della sua missione,
noi fermi vediamo solo il cielo coperto
da tutta la polvere alzata in quella direzione
dietro lo sportello di un secondario ufficio
registriamo il transito mattutino
di rapide notizie appena sbarcate,
di nuvole postali da recapitare all’interno
un modesto impiego
da scrutatori di buste in volo
con mittente straniero verso ignoto destino..
(Genova, 11 settembre 2009, venerdi)
403_FRANGIA SCURA
serena ma in orizzonte scura
finisce la giornata:
un bordo compatto cucito al termine del rosa,
una frangia che si confonde
col pavimento laggiù in ombra,
lucido qui davanti
ai riflessi delle luci a galla
più facile il distacco
se il nero dei due regni coincide..
(Genova, 9 settembre 2009, mercoledi)
402_OTTO
con rintocchi ben scanditi
battono le otto:
trovo l’offerta del mattino s’un vassoio di metallo
pieno di ciuffi di cotone sporchi
che un sospiro arruffa e spinge contro il bordo
oltre l’orlo cadendo piano piano
compare libero il fondo
con un paesaggio marino dipinto
di azzurro e verde
su cui poso la tazza e il cucchiaio..
Colle degli Ometti - foto di Fabrizio Stoppino da genova@blogolandia.it
.
(Genova, 8 settembre 2009, martedi)
401_AL ROGO
qualcuno aspetta che il momento sia giusto:
che l’erba sia ben secca e il vento
di costante tramontana
un altro si crede contadino
e brucia foglie in mezzo alle case
o mette alla griglia bistecca e orto vicino
oppure ha costruito dal fondo alla cima della collina
e si lamenta dei soccorsi tardivi
per colpa o disgrazia tutti al rogo..

Fronte di Bavari - foto di Alessandro Caridi
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(Genova, 8 settembre 2009, martedi)
400_VERDE TRADITO
una cintura di fumo stringe la camicia azzurra
che s’infila in mare,
la luna tramonta unico bottone:
un’altra notte di fuoco si ritira
e dietro trascina un lenzuolo di cenere
sulle gobbe nere dove ha camminato
si scoprono i resti fumanti
di rovi e ginestre inermi,
più in basso di ulivi e pini lasciati alla morte,
più vicino gli orti scottati e difesi
cronaca serale
di lampi azzurri in affanno per strade troppo strette,
di ambiente asservito e cemento selvaggio,
di cause possibili e rimedi confusi:
da dentro le mura guardiamo il deserto intorno,
raggiunti fino a casa dalla desolazione
a rimorso del verde tradito,
oggi doppia razione d’acqua alle mie piante..
(Genova, 7 settembre 2009, lunedi)
399_INCENDIO DOLOSO
notizia di fiamme in corso sulla collina,
segnali di fumo dal cappello del monte:
un mattino di brezza altrimenti sereno e lucente
si copre fino ai piedi di spesso velo
che opprime vista e respiro
un uomo è stato visto infilarsi nella macchia,
appena prima che divampasse l’incendio:
eredi per un’antica scelta costretti,
ci aggiriamo nel folto del bosco,
più addentro dove l’intrico delle abitudini
è fitto e senza ritorno,
dove il groviglio di scelte ci piega
a strisciare sempre più in basso,
dove con uno dei tanti piccoli gesti
che senza colpa ogni giorno compiamo
ci bruciamo da innocenti il futuro..
(Genova, 5 settembre 2009, sabato)
398_BUON SETTEMBRE
nel vento che tende la bandiera
tutto il boschetto frusciando si piega:
un pizzo impigliato a ponente
si strappa e svanisce a brandelli,
l’azzurro dilaga vincente
e impone al mare il blù più intenso
benvenuto settembre in aria:
un piacevole stato senza eccessi di temperatura,
una stagione di buon senso
in cui la testa non oppressa dall’afa
sembra persino in grado di un pensiero migliore,
in cui lo sguardo non velato dal calore
arriva a distinguere il bordo estremo
tra sfondo apparente e paesaggio reale
e senza l’abituale disprezzo
accetta di compatire le nostre case..
(Genova, 29 agosto 2009, sabato)
397_LETTERA INIZIALE
prima che il libro si chiuda,
sull’ultima pagina compare una maiuscola dorata
una nuvola a forma consonante
una lettera iniziale di capitolo notturno
il faro batte ribatte sul soffitto
l’attesa del sonno che non viene,
disteso sotto una scala
di luce di lampione e ombra di persiane,
su cui la memoria del giorno s’arrampica a guardarmi
e scuote la testa..
(Genova, 27 agosto 2009, giovedi)
396_ANTENNE
sottratte dal vento a qualche bucato
delle mutande si sono impigliate sul piatto dell’antenna
del vicino assente per vacanze:
mi chiedo se
il tipo d’indumento possa influenzare la ricezione del segnale
o condizioni la scelta dei programmi
se le antenne invece che ricevere dati
fossero sensibili ai messaggi dell’ambiente circostante
con il posarsi alternato e casuale di merlo e gabbiano
potremmo ricevere la cronaca integrale di una ripresa in volo
tra spiaggia e giardini,
su tetti e discariche
dalla pioggia che inzuppa la parabola
il racconto del suo viaggio come nuvola poi discesa,
dal vento che la scuote
un servizio del percorso per monti e valli fino a noi,
dalla foglia che vi si posa l’intervista alla partenza
su come ha trascorso fra noi la sua stagione..
(Genova, 26 agosto 2009, mercoledi)
395_ALLE PROVE
ci svegliamo di fronte ad una lavagna
che per intero prende la parete di ponente:
nella sala rivestita di grigio dal tappeto al soffitto,
un accenno di tamburi dietro il sipario calato,
il cigolio di passi prudenti sulle tavole del palco,
una luce velata che ci guida nel corridoio
verso il nostro posto nell’ultima fila
di presentarsi a quest’ora del mattino
era scritto sull’invito:
col respiro in affanno, il sudore nel collo
e lo sguardo appannato
alle prove di pioggia nel teatro deserto..
(Genova, 23 agosto 2009, domenica)
394_IL MATTINO DOPO
del temporale notturno è rimasta solo una macchia
un bicchiere d’aqua versato sul piano rovente,
della bufera di pioggia e vento
un cigolio di tenda sfiorata dalla brezza in fuga
delle nostre pretese di far lampada sulla città
coi fulmini tra le nuvole,
nessuno si ricorda più
sotto la riconferma di uno spietato sole in azzurro..
(Genova, 8 agosto 2009, sabato)
393_TEMPORALE
che belle saette in mare nel temporale d’agosto,
che vento improvviso con intenzioni opposte,
che spruzzi nel vetro come navigando in barca,
che scompiglio di tavoli e sedie sui terrazzi,
che tende rigonfie subito svuotate,
che cielo di nero annodato e poi sciolto in morbido grigio,
che assolo di rullanti e grancassa dietro il sipario
a ponente calato
che bella esperienza per la nostra pianta da stanza
ora esposta sul balcone:
che foglia lucente
che abitudine sconfitta
che sguardo ripulito dalla polvere sciolta..
(Genova, 6 agosto 2009, giovedi)
392_ANGURIA
ti ricordi il camion dei cocomeri
in sosta per tutta la stagione sotto i platani
della piazzetta
le fette d’anguria esposte
sul blocco di ghiaccio nella vetrinetta
il bianco ridente della noce di cocco
nella scodella sotto il filo d’acqua corrente
estati dei rimasti a casa
a sputare semi, lucidi e neri..